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OLTRE I
CONFINI DELL’IMMAGINAZIONE
Impegnato nel mio lavoro domenicale in qualità
di speaker, vengo avvicinato con molta discrezione da un ciclista, (lo si evince dall’abbigliamento), che mi
consegna un plico nel quale è annotato un raid di Km 3.943 denominato “DALLA SORGENTE AL DELTA DEL DANUBIO ED A ISTAMBUL”, invitandomi
se possibile, a scrivere due righe sull’avvenimento.
Raccolgo il materiale, riservandomi di dargli
un’occhiata appena possibile.
Il giorno successivo, leggo con attenzione
l’accurato rapportino a mo di diario, su cui sono annotati tutti gli
spostamenti, sia quelli per raggiungere la località di partenza
“Zurigo” con mezzi motorizzati, sia quelli effettuati con il
tradizionale mezzo a due ruote, opportunamente modificato per alloggiare
gli zaini di circa 20 Kg con il necessario per essere autosufficienti
durante tutto il raid.
Resto ammaliato dal racconto, e piano piano
spunta in me il ricordo di una premiazione fatta dall’Udace Nazionale,
nel 1998, anche in quella
occasione mi trovavo in loco in veste di speaker, in cui vennero
premiati tre atleti del V.C. Casalese che attraversarono gli Stati Uniti
D’America da costa a costa, ovvero da San Francisco a New York, per un
totale di Km 5.528.
Mi sorge un dubbio, e mi ripromisi di
rintracciare il signor Luigi Tosi, che riconosco dalla didascalia delle
fotografie che fanno parte del materiale, passando attraverso
l’intercessione del figlio Angelo, con il quale mi ritrovo tutte le
domeniche sui terreni del ciclocross lombardo-piemontese.
Nasce così l’idea di raccontare una storia
che probabilmente non ha eguali nel mondo degli appassionati delle due
ruote.
Luigi Tosi, da giovane grande tifoso di Fausto
Coppi, nel 1990 decide di fare il sua prima grande avventura
in solitudine, “Il raid delle
quattro nazioni” un viaggio attraverso l’Italia , Francia, Spagna e
Portogallo.
Ma
una banale caduta in allenamento, gli procura la frattura scomposta
delle testa femorale destra, con intervento e impianto di tre viti per
risistemare l’articolazione.
Occorre un anno di riabilitazione e di lunghi
allenamenti, e finalmente,
nel mese di maggio del
1991 Luigi Tosi parte per la prima avventura, che
si conclude con l’arrivo a Fatima con due giorni d’anticipo sulla
tabella di marcia.
Preso
atto dell’ottimo stato di forma, il nostro eroe cambia al volo il
programma e decide seduta stante di fare il viaggio di ritorno sempre
con le due ruote, percorrendo Km 5.864, in 32 giorni con una media giornaliera di Km
183, superando 14 passi per un dislivello totale di 10.498 Mt.
4 - 9 - 1993
25 - 9 - 1993
Raid ciclistico dei 3 mari e delle coste
italiane
Passano due anni, con le tribolazioni dovute
all’incidente del 1990, e cresce in Luigi Tosi il desiderio di
cimentarsi in una nuova avventura, e dopo le accurate visite presso il
medico sportivo di fiducia, il noto professor Marco Pierfederici che
cerca di dissuaderlo, parte per un nuovo raid che prevede il
costeggiamento della penisola Italiana.
Le tappe sono 22, per un totale di 3.886 Km con
una media giornaliera di Km 176 e il superamento di undici passi
appenninici, tra cui il più impegnativo, è il monte Sant’Angelo di
metri 796.
1 -5 - 1996
16 - 6 - 1996
Raid ciclistico
EUROPA-ASIA e del
MEDITERRANEO ORIENTALE
Da tempo nella mente di Luigi Tosi, si era
instaurata l’idea di effettuare un raid verso est, ma le note vicende
belliche dei balcani, avevano sempre sconsigliato la realizzazione di
tale evento.
Nel 1996, nell’anno del centenario della
gazzetta dello sport, che per l’occasione colloca le prime tre tappe
del 79° giro d’Italia in Grecia, Luigi coglie la palla al balzo e programma il
suo terzo raid, che si dimostrerà molto ostico, per i vari problemi
nell’attraversamento delle varie frontiere tra Slovenia, Albania,
Grecia e Turchia.
L’ultima tappa prevede la partenza alle ore 6
del mattino ed attraverso Cedole, Asola e Cremona, raggiunge
Casalpusterlengo alle ore 10-30’ accolto con gioia dalla moglie e dai
figli, felice e contento di aver concluso nel migliore dei modi questo
difficoltoso raid di Km 6.142, con la scalata di ben diciassette passi
contrassegnati da strade dissestate dagli eventi bellici non ancora
completamente sedati.
Il giorno 15 maggio, durante l’effettuazione
della tredicesima tappa, Luigi incontra casualmente un italiano, certo
Gino Marelli da Luino (Varese).
I
due si scambiano un bigliettino da visita e dopo un breve colloquio con
scambio di impressioni sulla comune passione ciclistica, si salutano
dirigendosi in opposte direzioni.
Nasce nel tempo in Luigi, l’idea, in futuro,
di effettuare in compagnia una
nuova e più corposa avventura.
25 - 8 -1997
28 - 9 – 1997
Stati Uniti D’America
San Francisco – New York
E si arriva al raid menzionato nelle righe
d’apertura, l’attraversamento degli Stati Uniti D’America da costa
a costa, a cavallo del 40° parallelo, con partenza da San Francisco,
sulla costa occidentale degli U.S.A. attraverso 13 stati: California –
Nevada – Utah – Colorado – Nebrasca – Iowa – Illinois –
Indiana – Ohio - West Virginia – Pensylvania - New Gersey - New
York, ripercorrendo in senso contrario il tragitto dei primi pionieri, e
raggiungendo dopo Km 5.400 la città di New York sulla costa Orientale.
Dopo molti contatti, con Gino Marelli, si
trovano d’accordo per iniziare l’avventura, e durante la lunga fase
dei preparativi, si unisce ai due, un altro caro amico di vecchia data,
Giuseppe Dragoni.
Nasce così il fantastico trio: Luigi Tosi,
classe 1931 del V.C. Casalese di Casalpusterlengo, Giuseppe Dragoni,
classe 1945 del U.S. Cappuccini di Casalpusterlengo, e Biagio Marelli
detto “Gino” classe 1942 del G.S. Cantieri Donato di Luino.
Numerose le difficoltà che incontreranno,
dalla catena montuosa della Sierra Nevada, ai deserti del Nevada e Utha,
dalle montagne rocciose alle sterminate pianure centrali, dove
incontreranno sterminate mandrie di bovini allo stato semibrado, ed alla infinita catena montuosa degli Appalachi.
A volte si percorrono rettilinei infiniti che
danno l’impressione di pedalare
su rulli, con il paesaggio sempre terribilmente uguale, solo dopo la
diciassettesima tappa si scende sotto i mille metri di quota.
L’avventura si divide in 36 tappe, per un
totale di 5.528 Km, l’attraversamento di Cameron Pass in Colorado a
quota 3.130, e sedici passi oltre quota 2.000, con una media giornaliera
di 153 Km.
Arrivati a Malpensa, Dragoni opta per l’auto,
Gino e Luigi salgono per l’ultima volta sulle
preziose biciclette, e per la prima volta si dirigono verso
due strade diverse, Gino veleggia verso la sua Luino e Luigi scende
“si fa per dire” verso Casalpusterlengo.
A San Donato fora per la centesima volta, ma
alle 14-30 raggiunge i suoi cari in trepida attesa, e termina un’avventura effettuata in
compagnia di due splendidi amici.
16 - 6 -1999
01 - 7 – 1999
Raid ciclistico
Dopo un anno di recupero, i tre intrepidi
amici, memori dell’impresa Statunitense, programmano un’altra
attraversata da costa a costa, attraversando però lo stato canadese, ma
la malasorte colpisce Luigi Tosi che a causa di una caduta si procura
una frattura composta all’acetabolo sinistro, con ricovero ospedaliero
e venti giorni di immobilizzazione.
Appena può riprendere la riabilitazione, di
nascosto dai familiari inizia a pedalare sul ciclosimulatore,
alternandolo a qualche furtiva uscita con l’amata bicicletta.
La condizione c’è ancora, e allora quale
migliore terapia per la rieducazione fisica e morale, che una piccola
escursione a due ruote?
Un giro di telefonate con i due inseparabili
amici d’avventura, e seduta stante si organizza un “piccolo” raid
di Km 2.006 con partenza e arrivo a Casalpusterlengo, attraverso
Trieste, Laghi di Plitvice, Spalato, Medjugorie, e Dubrovnik, denominato Raid
delle Coste Adriatiche, in undici tappe con una media giornaliera di Km
182.
Si tratta ovviamente di un assaggio per dosare
le forze, in previsione dell’avventura del prossimo anno, già in
cantiere.
6 - 6 -2000
18 - 07 – 2000
COAST TO COAST
Vancouver (British
Columbia) – Halifax (Nuova Scozia)
Con circa 10.000 Km d’allenamento, I tre
amici, Luigi Tosi, Giuseppe Dragoni e Biagio Marelli, il 5 giugno
partono da Milano Malpensa con un volo della Canadian Airlains alla
volta di Toronto, quindi cambio d’aereo, e arrivo a Vancouver, città
di un milione e mezzo d’abitanti, che la rende la più grande
metropoli della British Columbia affacciata sull’oceano Pacifico, qui
terminano i binari della Trans Canadian Pacific.
Il giorno seguente, inizia la prima tappa, e
dopo tre Km i malcapitati si trovano nel bel mezzo di un temporale,
breve fermata per coprirsi con le mantelline a via per completare la
prima tappa di 153 Km.
Il Raid a volte si trasforma in odissea, a
causa delle pessime condizione del tempo, e delle innumerevoli forature
causate dal fondo stradale piuttosto ruvido che li obbliga anche al
cambio di alcuni copertoncini completamente usurati, rottura di una
ruota, di un cerchio e di una catena.
Occorrerebbe un libro solo per raccontare le
avventure di questo raid, concluso in 42 tappe con una media giornaliera
di Km 171, per un totale di Km 7.183 (Settemilacentottantatre)
Un’annotazione che accomuna tutti i raid, e
il ritrovare il calore e l’aiuto dei molti italiani emigrati, che
all’occorrenza non fanno mai mancare la loro collaborazione e il loro
sostegno morale.
29 - 6 -2002
22 - 7 – 2002
Raid Ciclistico
Il 2001 serve per ritemprare le forze, mentre
la mente è impegnata a programmare nuovi itinerari, si tenga conto che
i nostri tre intrepidi partono dopo aver programmato l’intero
itinerario, con i punti di sosta e ristoro, i luoghi da visitare, il
tutto in assoluta autosufficienza.
Il virus infettivo dei tre protagonisti, ha
contagiato anche Gianfranco Mancini, classe 1934 di Piacenza, che nel
giugno 2002 si accoda per l’itinerario di Km 3.920, che prevede
l’attraversamento di nove stati Europei: Austria, Repubblica Ceca,
Repubblica Slovacchia, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro
e ovviamente Italia.
Dopo i meticolosi ad accurati preparativi per
approntare le biciclette, con portapacchi, borse per gli indumenti e
tutta l’attrezzatura necessaria, sabato 29 giugno parte l’ennesima
avventura.
In ventiquattro tappe, termina l’avventura,
l’ultima tappa prevede l’attraversamento di Piacenza, e qui Franco e
Giuseppe lasciano, Luigi e Gino, unici superstiti che proseguono verso
Casalpusterlengo, dove il giorno seguente, Gino in solitaria parte per
raggiungere la sua Luino.
17 - 6 -2003
6 - 7 – 2003
Raid Ciclistico
La buona sorte sorride agli amici che ormai
sono diventati quattro, e che ora appartengono tutti al V.C. Casalese,
sodalizio che collabora alla stesura del raid “La via Francigena”
Il percorso ricalca fedelmente il viaggio
dell’Arcivescovo “SIGERICO” che nell’anno 990 d.c. si recò da
Canterbury a Roma per ricevere il Palio dal Papa Giovanni XV°.
Il viaggio inizia subito, con cattivo tempo che
obbliga a soste fuori programma, e a forzati recuperi.
La quinta tappa passa vicino Parigi, ed è
d’obbligo un’escursione per visitare i maestosi monumenti, ma si
riprende subito la retta via tracciata da Sigerico.
Il destino, sabato 28-06, prevede il passaggio
da Casalpusterlengo, solo due giorni prima si era scalato il Gran San
Bernardo con i suoi 2.473 mt di quota.
Si prosegue verso Fornovo, con il passo della
Cisa più abbordabile, quindi Siena e Roma. Ritorno verso nord passando
da Spoleto, Assisi, Mercato Saraceno, Ferrara e arrivo a
Casalpusterlengo, dopo dodici forature venti tappe e otto colli scalati
con una media giornaliera di Km 153, per un totale di Km 3.943.
26 - 5 -2004
14 - 6 – 2004
( GRECIA )
Ormai i quattro moschettieri hanno tracciato
una strada maestra, e sembra inevitabile il prosieguo delle avventure,
è necessario per dovere di cronaca, ribadire l’anno di nascita dei
temerari, certamente non di primo pelo.
Giuseppe Dragoni di Codogno, classe 1945,
Biagio (detto Gino) Marelli di Luino Varese classe 1942, Gianfranco
Mancini di Piacenza classe 1934, e Luigi Tosi di Casalpusterlengo classe
1931.
Non poteva mancare, nell’anno delle olimpiadi
di Atene, un raid che prevedesse l’attraversamento di tutte le regioni
storiche della Grecia, di
Km 3.059, da percorrere in venti tappe alla media giornaliera di Km 152,
con il superamento di diciassette passi.
Finalmente le prime tappe sotto il caldo sole
del Mediterraneo, anche se l’orografia del territorio, non prevede
ampie pianure, si sale e si scende in continuazione e il peso degli
zaini si fa sentire.
Non può mancare l’acqua, e qualche
spruzzatina ogni tanto rinvigorisce i pedalatori che si sentono un po’
tedofori olimpici.
Oltre alle fatiche, resterà nella mente dei
quattro amici, il caldo sapore dei piatti tipici Greci, nelle locande
dove ancora si può pranzare in quattro con meno di quaranta euro.
Finisco con un pensiero di Luigi.
Questi
venti giorni in bicicletta da ovest a nord, da est a sud della Grecia,
con un percorso durissimo di Km 3.059, per la maggior parte dei quali
pedalati o in salita o in discesa, vissuti tra gente cordiale e compagni
meravigliosi, sono un’avventura che resterà sempre nei nostri cuori.
22 - 8 -2005
22
- 9– 2005 Raid
ciclistico
Si è concluso nel migliore dei modi il Raid
Ciclistico organizzato dal VELO CLUB CASALESE di Casalpusterlengo (Lodi)
denominato ““DALLA
SORGENTE AL DELTA DEL DANUBIO
ED A ISTAMBUL”
inserito nel
calendario nazionale grandi raid UDACE.
Questo raid di Km. 3.943, è stato portato a
termine in autosufficienza con bici da corsa munite di portapacchi da
tre avventurosi cicloamatori
della stessa società organizzatrice.
Quest’anno manca all’appuntamento Biagio
Marelli da Luino, i tre superstiti, s’imbarcano nell’ultima
avventura, (in ordine cronologico)
Con partenza da Zurigo, hanno raggiunto a
DONAUESCHINGER, la sorgente del Danubio, ed in 27 tappe, attraverso la
Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Bulgaria e Romania
hanno portato a termine la prima parte del raid a MURIGHIOL ultimo
villaggio situato nel delta del Danubio sul mar Nero, attraversando le
terre della mitica Principessa “Sissi”.
La seconda parte del raid si è snodata lungo
la costa occidentale del mar Nero ancora attraverso la Bulgaria, con
l’attraversamento delle ultime propaggini della catena dei monti
Balcani per concludersi in Turchia a ISTAMBUL.
Numerosissime le difficoltà incontrate lungo
il percorso, dalle incessanti piogge che hanno provocato lo
straripamento del Danubio con inevitabili e frequenti cambiamenti del
percorso, alle impossibili disastrate strade (tipo Parigi Roubaix) della
Bulgaria e della Romania, e i numerosi improvvisi nubifragi che hanno
messo a dura prova la resistenza psico-fisica dei tre avventurosi
cicloamatori/turisti nell’attraversamento dei Balcani sia in Bulgaria
che in Turchia.
Recuperiamo dal diario di viaggio di Luigi Tosi
una sintesi delle tappe del raid:
Stati attraversati
Svizzera – Germania – Austria –
Slovacchia – Ungheria – Bulgaria – Romania – Turchia.
18 e 19 settembre Turisti a Istanbul.
20 – 21 – 22 settembre – Viaggi di
ritorno a casa in autobus, traghetto e treno.
Ciclismoaltomilanese.it
Arnaldo Priori
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