| VALTER MARIOTTI - Gentleman |
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Lo “schok”
l’ ho avuto quando da bambino in una giornata fredda e nevosa mio papà
mi portò a Brugherio a vedere una gara di ciclocross professionistico vinta da uno stratosferico ed infangatissimo Longo, credo che da quel momento
il ciclismo sia entrato nel mio DNA. Anni dopo un corridore mi affascinò
era Francesco Moser con lui gioivo per le sue vittorie e soffrivo quando
veniva battuto e piansi quando perse il campionato del mondo al
Nurburing. Il lavoro non mi permetteva di praticare lo sport inoltre,
fumavo 80 sigarette al giorno e bevevo in abbondanza, una mattina del
giugno 1989 appena svegliato ho deciso di vivere, ho smesso di fumare e
bere sono andato da un ciclista ho comperato una bicicletta ed ho
cominciato a portare in giro i miei quasi 100 Kg ora sono “solo” 84
Non ho mai fatto agonismo a nessun livello
fino al 2000 quando un amico, Stelio Belletti, mi ha fatto conoscere il
mondo delle corse UDACE. Ho cominciato a pedalare a 35 anni e facevo il
cicloridicolo
Mai
Sono dirigente di una società di
negoziazione titoli, lavoro a Chiasso in Svizzera ma l’ 80% della mia
giornata lavorativa la dedico al ciclismo.
Ho molto tempo libero esco in modo regolare ma i miei
non li chiamo allenamenti perché non sono mai finalizzati all’ agonismo ma ad un mio godimento personale e naturalmente dopo
un’uscita ci vuole una bella mangiata, come quella volta che con gli
amici del Bellinzago Lombardo abbiamo fatto una lunga uscita ma quando
siamo arrivati al ritrovo ci siamo mangiati credo 4 Kg di casola in 6,
dimenticavo era luglio e c’erano 36 gradi, un’altra volta siamo
andati in VALCAVA un contadino vendeva i prodotti della zona abbiamo riempito le
tasche di salumi e formaggi e poi a tutta siamo arrivati al bar dove ci
siamo mangiato tutto quello che abbiamo comperato.
Non faccio allenamenti specifici, ogni tanto
quando esco da solo e trovo la salita adatta faccio un po’ di SFR
altrimenti è solo il piacere di pedalare. Ogni tanto d’estate al
martedì parto da Trezzano Rosa e vado a lavorare in bicicletta sono 120
Km ca tra andata e ritorno.
Due o Tre dipende dalla voglia in genere Martedì- Giovedì- Sabato.
Ma più che di Km parlerei di tempo, le mie
uscite di “allenamento” durano dalle 2 alle 4 ore dipende solo da come mi
sento ci sono delle mattinate che non scenderei dalla bicicletta neanche
dopo 5 ore ci sono delle volte che dopo un’ ora sono già stufo
oltretutto ed uscendo in Svizzera la pianura è una chimera e quando vado a fare l’ “Ascensore
per L’inferno” sono 50 Km totali ma dopo 4 ore rientro distrutto, e
quando faccio il giro del lago sono 80 Km ondulati me la cavo in meno di tre ore.
Non mi sono mai preoccupato dell’
alimentazione io vado in bicicletta per
mangiare, non mangio per andare in bicicletta.
L’ unica cosa che mi imputano è che
esagero con il ciclismo non tanto per le uscite, ma come organizzatore
del GIROINGIRO e
coordinatore della FUMAREFAMALE queste
ASD mi portano via un sacco
di tempo che naturalmente devo togliere a loro ma sopportano e neanche
tanto in silenzio, mia moglie è una persona eccezionale e molto
intelligente dice sempre “dici
sempre di si, ma fai sempre quello che vuoi” sa che è dura mettermi
dei paletti sono uno spirito libero e difficilmente scendo a
compromessi.
Sì, di vivande fa il cuoco
No, faccio solo la visita di abilitazione
all’ agonismo poi naturalmente tutti i controlli per la mia salute
personale.
Certo, l’ agonismo fa parte della mia vita
io lotto contro tutto e tutti, ma per quanto riguarda le gare mi
accontento di quello che faccio
e non campo mai scuse quando “mollo”, quando non ce la faccio li lascio andare perché rimbambire dalla fatica
diventa pericoloso per me ma soprattutto per gli altri
Tutto il bene possibile per me che faccio parte di quella
schiera che addirittura fanno fatica a finire le corse, è l’ambiente
che mi affascina tante volte penso che la gara sia di contorno alla
festa ho fatto tante
amicizie ho conosciuto delle persone speciali, gente che non si è mai
piazzata.
Purtroppo, c’è anche chi si vanta di usare
“aiuti” ma quello che mi stravolge è che ci sono coinvolti molti
padri di famiglia ed anche molti giovani.
Da organizzatore del GIROINGIRO dico W “IL
GIUOCO DI SQUADRA”
Mai, il problema non me lo creo come non se
lo creano i miei compagni alla
FUMAREFAMALE noi facciamo solo 2° SERIE, è capitato che siamo andati a
chiudere la fuga su un nostro compagno solo ed esclusivamente per
prenderlo in giro.
Mai vinto e neppure piazzato ed ogni tanto
finisco una corsa ma una cosa simpatica è successa in una tappa del
GIROINGIRO a Pozzuolo lo scorso anno, mancava meno di un giro alla fine
della gara eravamo tutti in
gruppo e ho deciso di provarci, visto che non ero in classifica e non
rompo le scatole a nessuno ho pensato
che mi avrebbero lasciato andare, scatto guadagno un 200 mt “penso è fatta” col cavolo si organizzano e vengono a riprendermi, alla fine
tra un panino e l’altro si
avvicina un “amico” che mi dice –
Ci siamo spolmonati
per venirti a prendere- –
Risposta – credevo che mi lasciavate
andare visto che non sono in classifica –
Ma sei matto, se tu
arrivavi da solo che figura ci facevamo tutti Ci siamo fatti delle grasse risate e ancora adesso mi prendono in giro,
ma prima o poi ci riprovo.
Circa 20
Lasciamo perdere andiamo oltre.
C’è un proverbio che dice – Aiutati che
il cielo t’aiuta- “tirem inanz”
No, non posso essere soddisfatto il regolamento và rivisto le esigenze dei corridori e delle ASD sono cambiate rispetto a qualche anno fa, le nuove leggi che ci regolamentano impongono agli organizzatori dei sacrifici che solo una grande passione li spinge ad andare avanti, mentre i corridori non si preoccupano se nelle corse il disciplinare viene applicato, non capiscono che se in una corsa manca uno degli elementi richiesti dal nuovo disciplinare stradale ne va della loro incolumità.
Posso garantire che le ASD che organizzano le
tappe del GIROINGIRO sono tutte brave non me la sento di fare
graduatorie, sicuramente qualcuno è un po’ più bravo. Dove non andrei più?
Sicuramente Albairate e Dalmine
Ho partecipato una volta a Gorgonzola, è
meglio che FCI si occupi di altro e lasci il ciclismo amatoriale a chi
se ne intende, cioè all’UDACE
Le categorie, queste vanno riviste per poter
rendere più omogenee le partenze, ma il problema sono i calendari è lì
dove cambierei tutto, nella
stesura dei calendari. Il potere deve passare ad un comitato centrale
regionale che deve essere gestito da
persone al disopra delle parti
e deve distribuire le quote gare ai vari comitati provinciali.
Certo sono fondamentali sicuramente il primato va sempre premiato ma
ricordiamoci che questo è un gioco e che bisogna correre soprattutto
per divertimento non per il premio.
Si, navigo
molto su internet e CICLISMOALTOMILANESE è un punto di riferimento fondamentale visto che non riesco a ricevere
regolarmente il CICLISMO UDACE, si vede che Trezzano Rosa è in
Tanganica. Dopo 2 settimane che non ricevo il giornale ho chiamato i
presidenti di alcune società per chiedere se anche loro avessero il mio
problema, purtroppo solo a me capita chissàperchè. Il sito
CICLISMOALTOMILANESE mi permette di avere una più larga visibilità sul
ciclismo amatoriale ed alle partenze
invito tutti i corridori iscritti al GIROINGIRO a ritenerlo quasi
come un organo ufficiale perchè il nostro sito è ancora in fase
embrionale e non ha quella dinamicità che ha raggiunto
CICLISMOALTOMILANESE.
Tutto il male possibile ora che sono
cominciate le corse lo ricevo a spizzichi e bocconi, d’inverno quando
non mi serve arriva puntuale ma poi…. Lasciamo perdere
Si ma non posso dire quali
I miei figli troppo pigri, devo riporre le
mie speranze nel nipotino
Uno è Stelio Belletti una persona speciale
un grande amico è lui che mi ha iniziato al ciclismo agonistico e che
mi da tante dritte. L’ altra è mia moglie è un’ottima cuoca…. purtroppo…per fortuna, ma? Questa è la prima delle interviste dedicate all'altro estremo del variegato mondo del ciclismo amatoriale, Mariotti è sopratutto uno dei rappresentanti degli organizzatori che hanno ancora voglia di imbarcarsi nell'allestimento di manifestazioni ciclistiche. In questa sede abbiamo cercato di farlo passare per un ciclista agonista per creare un punto di partenza all'escalation della specializzazione, la sua vicenda agonistica, comune a più praticanti, rappresenta, riteniamo, la soglia minima sotto la quale il tesseramento acquista solo una valenza di copertura assicurativa per le passeggiate cicloturistiche. Al di la del tono volutamente dissacrante, l'intervistato esprime le aspettative dei tanti che, come lui, hanno una visione più "sociale"del ciclismo ed auspicano un adeguamento delle "regole" che lo governano. G. Brancaccio
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